Episode Description
Alberto cresce nell’hinterland milanese in una famiglia presente ma emotivamente distante. Fin da ragazzo vive il confronto con un padre di successo e un fratello brillante come un peso silenzioso che lo porta a sentirsi “in difetto”. Le difficoltà scolastiche, il bullismo legato al proprio fisico e il bisogno di sentirsi parte di un gruppo aprono la porta all’uso di sostanze e alla vendita di cannabis durante gli anni delle superiori, fino all’arresto e all’ingresso in comunità.
L’esperienza della custodia cautelare e della messa alla prova rappresentano un primo momento di svolta: psicologo, scuola, educatori e nuove relazioni gli permettono di guardarsi dentro e provare a rimettere insieme i pezzi. Ma il ritorno a casa non è semplice. La ricaduta arriva sotto altre forme, più profonde, accompagnata da un senso di smarrimento, dalla ricerca di evasione e dal desiderio di riconoscimento.
Tra relazioni affettive significative, tentativi di autonomia, conflitti familiari e nuove cadute, Alberto attraversa anni complessi fino a scegliere un cambiamento radicale: allontanarsi dal proprio contesto e ripartire altrove. Oggi vive lontano dall’Italia, lavora e scrive, usando la narrazione come strumento per comprendere sé stesso e dare un senso al proprio percorso.
In questa puntata di Vite in Corso emerge una storia fatta di errori, consapevolezze, ricadute e nuove possibilità. Un racconto che non cerca assoluzioni né condanne, ma prova a restituire la complessità di diventare adulti quando il cammino non è lineare. Una testimonianza che parla di identità, responsabilità e della fatica – reale – di scegliere di stare bene.