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I leader europei riuniti nelle Fiandre hanno rimesso al centro il tema della competitività chiedendo un confronto diretto con Mario Draghi ed Enrico Letta, autori dei rapporti su competitività e mercato unico finora molto citati ma poco applicati. Al pre summit organizzato prima del vertice informale hanno partecipato numerosi Paesi membri insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Draghi ha avvertito che il contesto economico europeo è peggiorato rispetto alla presentazione del suo rapporto e ha chiesto interventi urgenti su barriere del mercato unico, frammentazione dei mercati finanziari, mobilitazione del risparmio europeo, costo dell energia e preferenza industriale europea in settori strategici. Ha inoltre evocato la possibilità di ricorrere a cooperazioni rafforzate per accelerare le decisioni. Sullo sfondo restano le tensioni politiche: la Spagna ha protestato per l esclusione dal pre vertice, mentre il dibattito sugli eurobond divide Francia e Germania. Meloni e Tajani hanno frenato sull apertura del confronto, mentre il presidente della Bundesbank Nagel ha rilanciato l idea di un safe asset europeo comune. Alcuni osservatori temono che senza debito condiviso gli accordi tra Roma e Berlino restino sbilanciati a favore della Germania. Il commento è di Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore Bruxelles.
Dazi. La Camera Usa vota lo stop contro il Canada grazie anche ai repubblicani
Sei deputati repubblicani hanno votato con i democratici per abolire i dazi contro il Canada infliggendo a Donald Trump una sconfitta simbolica alla Camera con 219 voti favorevoli e 211 contrari. Il provvedimento dovrà passare dal Senato e verrebbe comunque quasi certamente bloccato dal veto presidenziale, superabile solo con una maggioranza qualificata improbabile nell attuale Congresso. Trump ha minacciato ritorsioni politiche contro i dissidenti del suo partito. Intanto studi della Federal Reserve di New York indicano che quasi il 90 percento del costo dei dazi è stato sostenuto da imprese e consumatori americani, smentendo la tesi che il peso ricada sugli esportatori stranieri. Ricerche indipendenti in Germania e negli Stati Uniti confermano tassi di trasferimento molto elevati e stimano un aumento medio delle imposte sulle famiglie americane superiore a mille dollari annui, anche se l impatto sull inflazione è risultato più contenuto delle attese. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
L AI corre in Italia, ma i profitti non decollano
Il mercato dell intelligenza artificiale in Italia ha raggiunto nel 2025 1,8 miliardi di euro con una crescita del 50 percento annuo e un adozione ormai diffusa tra le grandi imprese, mentre le piccole e medie restano indietro. Nonostante la diffusione delle tecnologie, il ritorno economico è ancora limitato: secondo McKinsey l 80 percento delle aziende non registra impatti significativi sull Ebit. Gli strumenti di GenAI aumentano la produttività in modo moderato, mentre modelli organizzativi avanzati basati su agenti digitali potrebbero moltiplicarla, ma il vero ostacolo resta la capacità di scalare l innovazione. A livello globale i settori più esposti all AI registrano forti guadagni di produttività e premi salariali elevati per i lavoratori con competenze specialistiche. In Italia quasi metà dei lavoratori usa già strumenti di AI e una quota rilevante dichiara risparmi di tempo o nuove capacità operative. Cresce rapidamente anche la domanda di competenze, mentre diminuisce il peso dei titoli formali rispetto alle abilità pratiche. Il Paese si trova quindi in una fase di transizione: il mercato accelera e le competenze diventano centrali, ma i benefici economici dipendono dalla trasformazione dell AI in leva organizzativa strutturale. Interviene Giovanni Miragliotta, Direttore dell Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.